• PINOT NERO METODO MARTINOTTI: Non è prosecco

    Perché moltissime persone quando vogliono un bicchiere di vino spumante chiedono “un prosecchino”?

    Ci teniamo quindi a spiegare la differenza tra un Prosecco ed il resto degli Spumanti.

    Intanto partiamo dal presupposto che gli spumanti si dividono in due macrocategorie:

    Spumanti prodotti con Metodo Martinotti o Charmat

    Spumanti prodotti con Metodo Classico o Champenoise

    (ce ne sono altri ma meno famosi e molto più ricercati come il Metodo Ancestrale, ma non soffermiamoci su questo per oggi).

    Il Prosecco non è una terza macrocategoria, ma è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Friuli Venezia Giulia e in Veneto prodotto da uve Glera da disciplinare.

    Quindi cosa significa? Che il Prosecco viene fatto solo in quelle due regioni, è un vino solo di quel magnifico territorio.

    Il nostro Metodo Martinotti quindi non è un prosecco ma un Brut prodotto da une Pinot nero, un’uva molto pregiata e delicata con sentori profumati ed un corpo molto interessante.

    In Piemonte il Brut metodo Martinotti non potrà mai essere un Prosecco.

  • UNA BOLLICINA CHE NON SI SCORDA: ACQUI BRUT ROSE’

    Riconosciuta come Denominazione di Origine Controllata nel lontano 1970, la Barbera d’Asti ha conosciuto in tempi recenti i più interessanti sviluppi, diventando un vino complesso e completo, dagli intensi profumi della terra e dalle spigolosità accentuate, che ne rappresentano la principale caratteristica.

    Allevata sulle colline meglio esposte dell’astigiano e del Monferrato, la Barbera è vendemmiata solitamente nella seconda metà di settembre.

    La Barbera d’Asti docg può essere vinificata in solo acciaio, dando vita a vini più freschi ed immediati, oppure in barriques e botti, finalizzate a produrre la tipologia Superiore, maggiormente complessa e destinata a un consumo posticipato nel tempo. Seppur immediato e di facile beva, la Barbera d’Asti è un vino capace di attendere per anni il momento migliore per essere consumato.

    La Barbera dal vino del contado è diventato un vino aggraziato e con sentori molto interessanti di frutti rossi, dapprima croccanti ed in seguito maturi, quali ciliegia, mora, lampone e prugna.

    La Barbera d’Asti di Monteruello ha la caratteristica, come ogni nostro prodotto, di essere immediata ma elegante, equilibrata e “ben amalgamata”.

    Un vino da tutto pasto e, perché no, anche da aperitivo.

  • LA REGINA DEL MONFERRATO: LA BARBERA

    Riconosciuta come Denominazione di Origine Controllata nel lontano 1970, la Barbera d’Asti ha conosciuto in tempi recenti i più interessanti sviluppi, diventando un vino complesso e completo, dagli intensi profumi della terra e dalle spigolosità accentuate, che ne rappresentano la principale caratteristica.

    Allevata sulle colline meglio esposte dell’astigiano e del Monferrato, la Barbera è vendemmiata solitamente nella seconda metà di settembre.

    La Barbera d’Asti docg può essere vinificata in solo acciaio, dando vita a vini più freschi ed immediati, oppure in barriques e botti, finalizzate a produrre la tipologia Superiore, maggiormente complessa e destinata a un consumo posticipato nel tempo. Seppur immediato e di facile beva, la Barbera d’Asti è un vino capace di attendere per anni il momento migliore per essere consumato.

    La Barbera dal vino del contado è diventato un vino aggraziato e con sentori molto interessanti di frutti rossi, dapprima croccanti ed in seguito maturi, quali ciliegia, mora, lampone e prugna.

    La Barbera d’Asti di Monteruello ha la caratteristica, come ogni nostro prodotto, di essere immediata ma elegante, equilibrata e “ben amalgamata”.

    Un vino da tutto pasto e, perché no, anche da aperitivo.

  • MOSCATO SECCO: UNA VERA SCOPERTA!

    Un vitigno aromatico, un’uva dal profumo zuccherino, un vino che solitamente ci si aspetta dolce, ma che nella versione secca è davvero una scoperta eccezionale!

    COLORE Giallo paglierino con riflessi brillanti dalle sfumature dorate. Profumo complesso ricco di moltissime sfumature: fiori bianchi, agrumi, acacia, pesca.

    Al palato risulta essere secco e persistente, delicato, con grande freschezza.

    Il suo abbinamento ideale è il crostino con burro e acciughe: una vera esplosione di sapori e sensazioni.

    Un vino che incanta, un vino che stupisce!

  • FREISA D’ASTI DOC

    Risale al 1517 la prima menzione scritta del Freisa, in un tariffario doganale del comune di Pancalieri, nella pianura a sud di Torino. Nel documento segnala l’uva Freisa come uva di pregio, pagata il doppio di una varietà comune.

    Cinquecento anni sono trascorsi da quella testimonianza documentale e il Freisa, coltivato quasi esclusivamente in Piemonte.

    La nobiltà del Freisa trova conferma in una parentela di primo grado con il Nebbiolo, tanto da far ipotizzare che il Freisa derivi da un incrocio spontaneo del Nebbiolo con un altro “genitore” scomparso o ancora ignoto. Una relazione nobilitante, che conferisce prestigio a un vitigno che negli anni ha patito una certa svalutazione rispetto ad altri vini rossi considerati superiori.

    Il Freisa poi, oltre alla maturazione medio-tardiva, presenta alti tannini e spiccata acidità: questa seconda caratteristica, oggi gestita con la conversione malolattica, che trasforma l’acido malico nel più morbido acido lattico, poteva dare vini aspri e disarmonici.  Inoltre la ricchezza in colore e polifenoli, che assicura al vino struttura e longevità, ha fatto sì che in passato si adoperasse il Freisa per migliorare vini in cui questi caratteri difettavano, condannandolo a un ruolo secondario. Da queste premesse discende il convincimento ancora radicato che dal Freisa non possano derivare grandi vini, corposi e longevi, ma solo vini “leggeri e vivaci”.

    La comparsa delle malattie determinò invece, specie con la ricostituzione post-fillossera dei vigneti, una preferenza per quest’uva, apprezzata per la resistenza e l’adattabilità, decretandone così una certa espansione. 

    L’ampia rosa di tipologie in cui è oggi disponibile il vino Freisa, secco, dolce, frizzante, superiore, spumante, non è più considerata un handicap, bensì un valore aggiunto. La tipologia vivace, tradizionalmente associata al Freisa, è segnata da una lieve effervescenza: l’anidride carbonica contenuta esalta il profumo di lampone, caratteristica varietale. Le tipologie secco e superiore disegnano invece vini strutturati, degni di accompagnare i piatti sontuosi della cucina piemontese, a base di carni rosse.

    La gestione di un vitigno come il Freisa esige attenzione: occorre che il grappolo raggiunga la piena maturazione, anche per abbassare l’acidità.

    Molto interessante anche la versione Freisa Piemonte Rosato, un Vino Rosso dal colore rosso granato o cerasuolo piuttosto chiaro, con tendenza a leggero arancione con l’invecchiamento; odore caratteristico delicato di lampone e di rosa e sapore amabile, fresco, con sottofondo assai gradevole di lampone

    L’area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Freisa d’Asti si estende sulle colline astigiane situate a est del Monferrato, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.