Dove tutto ha inizio

Matteo Di Nunzio, promotore dell’attività agricola di famiglia, in passato per motivi professionali ha avuto modo di viaggiare in diverse regioni del nostro paese, e questi viaggi gli hanno permesso di scoprire, di conoscere e di innamorarsi di moltissimi vini prodotti in Italia: nell’età giovanile il suo primo “assaggio di vino” fu in territorio Veneto a San Donà del Piave con un Clinto riconosciuto come il “vino del contadino”, continuò poi in Piemonte dove scoprì il Barolo ed il Barbaresco ed iniziò  a capire cosa significasse “un vino con una buona struttura”. Si spostò poi in Trentino Alto Adige dove si innamorò dei profumi dei vini come Pinot Nero e St.Magdalener, ed infine  la Sardegna fu per lui una grande scoperta

con Cannonau, Vermentino di grandissimo livello ed il ricercato Mandrolisai DOC. La Toscana, precisamente l’area del Chianti Senese, rappresentò il vero trampolino per avvicinarsi alla produzione del vino. In questo territorio molti suoi amici hanno cercato di coinvolgerlo in diverse iniziative, così come è avvenuto per la Fondazione per la Tutela del Chianti Classico alla quale diede il suo contributo alla realizzazione e promozione del territorio e del vino Chianti Classico per mezzo della realizzazione e diffusione di supporti editoriali: il calendario «L’altrochianti2000» con fotografie digitali ed il «Diario del Chianti Classico 1999».

Questa curiosità per la coltivazione dei vitigni, oltre che per i  vini, con il passare del tempo divenne una vera passione, non più saltuaria ed occasionale, ma una continua ricerca verso territori distintivi e caratterizzati da coltivazioni di vitigni tradizionali per produrre vini strutturati e di qualità.

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Nasce MONTERUELLO

Fu così che ebbe inizio questo progetto, Monteruello, che possiamo definire come un “lungo viaggio di ricerca” tra territori diversi accomunati dal Made in Italy: questo rappresentò una prima esperienza amatoriale per la coltivazione della vigna e successivamente per produzione di vini mediante l’affinamento nelle botti di rovere francese.

Stefania, sua figlia, dopo gli studi universitari si è specializzata in comunicazione e marketing nel mondo pubblicitario, ed oggi è promotrice del progetto di sviluppo di Monteruello accanto al padre, con particolare dedizione.

Il proposito dell’azienda Monteruello è anche quello di trasmettere la passione per “la terra” alle persone, passione non solo limitata al vino ma ampliata al territorio, alla tradizione della viticoltura nel rispetto dell’ambiente, alla bellezza della natura ed ai processi di trasformazione  dell’uva in vino: “Il vino bono si fa nella vigna”, concetto popolare.

Monteruello produce vini ottenuti esclusivamente da uve provenienti dai vigneti autoctoni locali (Brachetto, Barbera, Freisa e Moscato) e da vigneti internazionali (Pinot nero, Cabernet Sauvignon e Chardonnay) di sua proprietà.

La cosa che ci piacerebbe trasmettere è la veridicità del territorio e del mestiere del viticoltore, ci piacerebbe condividere con le persone i profumi che caratterizzano i vini che produciamo, la magia dell’abbinamento di un vino con un cibo, permettendo di vivere in prima persona la VERA ESPERIENZA sul campo questo è quello che caratterizza MONTERUELLO

COLLECTION 2020

Monteruello | Collection 2019 - 2020 | www.monteruello.it